Il 30 maggio, solo tre giorni fa, continuava a pubblicare post «inneggianti al martirio», tanto che gli inquirenti hanno temuto fosse «verosimile una sua immediata ed estemporanea attivazione». Per questo Zakaria Ben Haddi, un 21enne (compie gli anni oggi, nella foto sotto) di origini marocchine che vive a Vimercate, in Brianza, è stato fermato dalla Digos su richiesta della Procura di Milano. È accusato di terrorismo internazionale. Tra i messaggi che hanno fatto scattare l'allarme dell'anti terrorismo, i suoi riferimenti all'attentato di Modena dello scorso 15 maggio.
Il giovane, si legge nelle 15 pagine del decreto di «fermo urgente» firmato dal pm Alessandro Gobbis, ha messo sui social Instagram e TikTok «contenuti apologetici di attentati terroristici compiuti dallo Stato islamico in danno dei cristiani e più in generale contro l'Occidente e di aperta esaltazione e incitamento al martirio, con, di recente, un riferimento al tragico evento delittuoso occorso nella città di Modena il 15 maggio 2026». L'anti terrorismo milanese monitora le sue attività on line dall'ultima settimana di gennaio. Fino ad arrivare appunto al giorno prima del fermo, avvenuto domenica. L'inchiesta è coordinata dal pm Gobbis e dal procuratore Marcello Viola. Il 21enne è nato nella cittadina brianzola, dove risiede, da genitori marocchini. Gli investigatori hanno scoperto che il prossimo 9 giugno sarebbe volato in Marocco. «L'arresto di un uomo, residente in Brianza e accusato di terrorismo internazionale - interviene il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi -, testimonia ancora una volta l'efficacia delle misure messe in campo dal nostro Paese per contrastare il pericoloso fenomeno della radicalizzazione islamista. Grazie a una capillare azione di presidio del territorio, ad un costante monitoraggio degli ambienti dell'estremismo, ad un attento controllo dei canali informatici e dei social network insieme ad una elevata capacità di analisi, le nostre forze dell'ordine e l'intelligence sono stati in grado ancora una volta di intervenire tempestivamente per individuare una minaccia terroristica». Così il vicepremier, Matteo Salvini: «Un altro giovane italiano doc fermato per terrorismo islamico». E il capogruppo di Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami: il fermo «è la conferma che l'impianto normativo e di sicurezza messo in piedi dal governo Meloni in questi anni funziona. L'attenzione deve rimanere sempre molto alta, soprattutto sul web e sulle piattaforme social perché è proprio lì che il pericolo dell'integralismo islamico prolifera. Allo stesso tempo questi episodi confermano la necessità di un'immigrazione controllata e il fallimento delle politiche immigrazioniste della sinistra».
Per l'accusa, Ben Haddi «all'esito di una pericolosa accelerazione della propria spirale di radicalizzazione ideologico-religiosa ha palesato la propria disponibilità al martirio pubblicando post e commenti che facevano ritenere la concreta intenzione a una reale attivazione violenta, peraltro nella consapevolezza di essere in procinto di lasciare l'Italia, essendo stato trovato in possesso di un biglietto aereo per il Marocco per la data del 9 giugno». Il ragazzo intendeva infatti - per gli investigatori - compiere una «azione violenta ed eclatante». Il rischio era di una «forte valenza emulativa» rispetto ai fatti di «Modena o Winterthur (Svizzera)». In risposta a un utente l'indagato parla anche di un «colpo di Stato», dicendo però «è impossibile nella situazione attuale». Gli accertamenti sul 21enne sono partiti dall'inchiesta, sempre di Gobbis e Digos, che ha portato il 22 aprile scorso ai domiciliari per un ragazzo italo-albanese di Pavia, che avrebbe fatto parte di una rete sul web di estremisti neonazisti e antisemiti con riferimenti al gruppo «Terza Posizione». Interrogato ieri dal gip Rossana Mongiardo, Ben Haddi si è difeso: «Volevo solo fare divulgazione sullo Stato islamico, postando i video su Modena. Il rientro in Marocco? Dovevo tornare nel mio Paese per fare un esame». La decisione sulla convalida del fermo è attesa per oggi.

