Non è dato sapere se sia un riconoscimento all'ex ministro dell'Economia del secondo governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, che nel 2007, ospite di Lucia Annunziata a In Mezz'ora, si spinse fino a dire: «Le tasse? Dovremmo avere il coraggio di dire che sono una cosa bellissima e civilissima». Fatto sta che il campo larghissimo del centrosinistra sembra aver fatto tesoro della massima di Padoa Schioppa e ogni giorno propone una nuova tassa. La più lesta è stata la segretaria del Pd, Elly Schlein, in lizza per guidare il centrosinistra e foriera di iniziativa per ingraziarsi l'elettorato più di sinistra: «Io sono sempre stata favorevole a livello europeo a introdurre una tassazione sui miliardari e sui grandi patrimoni. Stiamo parlando dell'1% forse anche meno della popolazione rispetto a una esigenza che è quella di garantire servizi pubblici fondamentali al 99%». In questo quadro non è da meno Giuseppe Conte che, da Oristano a margine dell'assemblea regionale dei pentastellati, nelle veste che ormai si è ritagliato di leader più moderato, si è fatto largo con una tassa sugli extraprofitti: «Giù le mani dai fondi di coesione, che servono per colmare le disuguaglianze economiche e sociali dei nostri territori che sono più in difficoltà. Piuttosto tirino fuori il coraggio, mettano una tassa sugli extra-profitti delle banche e delle società energetiche, rivedano quelle spese folli per le armi e si preoccupino finalmente di famiglie e imprese in difficoltà». L'idea di Conte piace anche alla segretaria del Pd, Schlein - ed è già questa è una notizia - che a sua volta la rilancia: «Siamo d'accordo sull'intervenire con una tassazione sugli extraprofitti. Sappiamo, che è una soluzione emergenziale».
Due tasse in due giorni. Corroborate dall'evento Tax the Rich, promosso dalla European Left Alliance, cui prenderà parte Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra: «È arrivato il momento - teorizza - di tassare i ricchi e ridistribuire le ricchezze. Non possiamo più rimandare un'azione efficace per redistribuire la ricchezza: tassare i ricchi, i profitti delle multinazionali e i grandi patrimoni, in un'epoca in cui la crescente concentrazione di potere e capitali mette a rischio la democrazia. Servono proposte concrete da condividere a livello europeo». Fratoianni non ha dubbi su quella debba essere la direttrice del programma del centrosinistra. E così il prossimo 5 giugno sfilerà a Milano tutta la sinistra europea che porta avanti questo slogan: «Tassare i ricchi, condividere la ricchezza, costruire democrazie migliori».
Eppure tutto questo ha messo in allarme il mondo riformista del Pd che sotto voce rumoreggia: «Se sono queste le premesse, siamo condannati a perdere». Come del resto, storce il naso poi Matteo Renzi, che per una volta si dissocia dalla segretaria del Pd: «Patrimoniale? Metterla in programma sarebbe un autogoal». Infine, prende le distanze anche chi come Clemente Mastella è stato ministro del secondo governo Prodi, oggi anima il centro del campo largo e conosce l'elettorato più moderato: «È sempre una proposta che sconcerta il ceto medio. Va utilizzata soltanto in momenti emergenziali di intesa con il mondo produttivo e sindacale».

