I deliri sui social: "Migliorerò l'Italia". Messaggi e video contro i cristiani

Scritto il 02/06/2026
da Giulia Sorrentino

Il ventunenne inneggiava alla jihad e al martirio. Lodava tra l'azione compiuta da El Koudri in Emilia. Nel mirino la società occidentale

Un vero e proprio fan dello Stato Islamico pronto a colpire nel cuore di Milano. Si tratta del 21enne di origini marocchine e residente a Vimercate, Zakaria Ben Haddi, le cu0i intenzioni erano inequivocabili, soprattutto perché è stato lui stesso ad annunciarlo il giorno prima del fermo sui propri canali social: «Non mi incolpate per quello che farò domani, perché sto facendo la cosa giusta», ha scritto in una prima storia su TikTok. Per poi specificare, in una seconda che «domani renderò l'Italia migliore». Ma i suoi elogi al martirio sono diversi, così come quelli nei confronti dello Stato Islamico con tanto di riferimento alle operazioni militari dei membri del gruppo contro i cristiani, di altre organizzazioni terroristiche e dei loro leader: tutti messaggi condivisi in lingua araba con sottotitoli e commenti in italiano.

Su Instagram ha una sezione dedicata al tema del martirio, tanto da scrivere che questo «scorre nelle mie vene», così come ai sermoni in cui si incita alla jihad: «Il martire si uccide per il mondo o per il denaro? O per il bene dell'Aldilà e per conquistare il paradiso dell'Eccelso?», scriveva il 29 aprile. Mentre il 23 aprile condivideva la predica di un imam: «È il mese (il Ramadan) in cui viene stabilito il mercato del jihad. Perciò il Profeta preparava le brigate e gli eserciti per combattere i nemici di Dio e fare il jihad contro gli idolatri».

La sua passione per il terrorismo islamico si evince anche dalle pubblicazioni di sessioni di nasheed (melodia di matrice religiosa) cantato da tre soggetti. Ed è proprio nel nasheed che si fa riferimento al martirio: «Non cerco una donna che balla come un serpente, ma cerco una donna in paradiso per unirmi a lei».

Poi un altro filmato in cui esplicita la volontà di uccidere i francesi, minacce rivolte ai sostenitori dell'America: aveva nel mirino la società occidentale e i suoi valori. In particolar modo la comunità cristiana nel mondo, tanto da aver dedicato una sezione dei suoi deliri al cristianesimo, in cui dava aggiornamenti sui massacri compiuti in Congo e in altre parti del mondo, diffondendo notizie provenienti dallo Stato Islamico sul tema.

E fa piuttosto effetto che tra i contenuti acquisiti dagli inquirenti ci sia anche il video dell'azione commessa da Salim El Koudri, il 31enne che ha tentato di compiere una strage ferendo 8 persone nel centro di Modena quel 16 aprile che nessun italiano potrà mai dimenticare.

Perché quel gesto, compiuto con le medesime modalità di altri attentati di matrice islamica avvenuti in Europa, hanno riportato al centro la parola e il pericolo terrorismo nel nostro Paese.

Poi i riferimenti a Osama Bin Laden, la bandiera della Shahada con la scritta in caratteri arabi «non c'è altro dio all'infuori di Allah e Maometto è il suo messaggero» e in sovrimpressione le ultime dichiarazioni del terrorista saudito.

E il video della pedaliera di un veicolo con la presenza di un pulsante applicato al pedale del freno, destinato all'attivazione di un ordigno: riferimenti al martirio, ai miscredenti e contro l'Occidente. E, ancora, filmati di combattenti con il giubbotto esplosivo, camion che si dirigono nel traffico e poi esplodono con la scritta «la nostra fine è sempre opera nostra».

Una quantità indefinita di contenuti di matrice fondamentalista accessibili a qualunque altro utente che altro non facevano se non alimentare l'odio contro gli ebrei e i cristiani, nonché il desiderio della supremazia del terrorismo islamico. Sempre più soggetti si radicalizzano online, consentendo una brevissima finestra di intervento agli addetti ai lavori, che devono monitorare reclutamenti rapidissimi con un'evoluzione repentina.

Stava per compiere una strage in nome di Allah, ed è già il quarto episodio in meno di un mese da parte dei nemici dell'Occidente.