Il 3 ottobre erano scesi in piazza a Torino al grido di "Blocchiamo tutto", per una manifestazione pro Pal che doveva essere pacifica ma che poi è degenerata in guerriglia. Un corteo da 20mila persone da cui si è staccato un gruppo di violenti. Negli scontri erano rimasti feriti 12 poliziotti, lo stabilimento di Leonardo era stato assediato per circa un'ora "per protesta", mentre dentro c'erano Jeff Bezos, John Elkann e la presidente della commissione Ue, Ursula von Der Leyen.
Si scopre oggi, grazie alle indagini della Digos con il supporto della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, che almeno cinque dei presunti responsabili sono minorenni. Ieri mattina sono scattati gli arresti: dei cinque, tutti tra i 15 e i 17 anni, due sono stati portati in carcere e tre in comunità, altri due maggiorenni sono ai domiciliari e per un terzo è stato disposto il divieto di dimora a Torino. È emerso che due dei minorenni arrestati, erano già stati accusati anche di una rapina, avvenuta una decina di giorni dopo i disordini, in un parco fuori Torino: erano stati rubati un borsello, un paio di auricolari e 40 euro a dei coetanei, uno dei quali era finito in ospedale con una frattura dell'orbita. Per quanto accaduto in piazza quella sera, sono accusati di un "violentissimo attacco contro le forze dell'ordine".
Secondo gli inquirenti avrebbero inseguito in gruppo gli agenti di polizia, lanciando bottiglie, pietre e bastoni, contro il cordone posto a protezione della stazione di Porta Susa e poi avrebbero scatenato la guerriglia urbana di oltre due ore davanti alla prefettura. Sono stati perquisiti anche altri indagati, rimasti però a piede libero. Sequestrati anche diversi telefoni per analizzare la rete di contatti e acquisire eventuali ulteriori elementi.
Il gip ha riconosciuto un quadro di "allarmante spregiudicatezza criminale, connotato dalla totale assenza di freni inibitori e un sistematico disprezzo per le norme fondamentali per la convivenza civile". Sono minori di seconda generazione, spesso inseriti in contesti criminali, che non partecipano alle manifestazioni di piazza per ragioni politiche.
Una violenza ostentata anche sui social, attraverso immagini che li ritraggono con armi e bastoni, e messa in pratica concretamente nelle strade, "senza interessi di natura politica", scrivono gli inquirenti. "Dietro la facciata dei cortei pro Pal del 3 ottobre scorso si sono mossi gruppi violenti organizzati, con la presenza di minorenni, che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare e che hanno trasformato le piazze in scenari di vera e propria guerriglia urbana - commenta Domenico Pianese, segretario del sindacato di Polizia Coisp -Le manifestazioni vengono sistematicamente infiltrate da violenti che cercano lo scontro con le forze dell'ordine e utilizzano i cortei come copertura per seminare caos e devastazione".

