Nel giorno in cui l’Italia celebra la Repubblica e chi l’ha resa possibile, Ilaria Salis trova il tempo di polemizzare. L’europarlamentare, con un post su Facebook ha avanzato l’ipotesi di abolire la parata del 2 giugno che, per altro, da diversi anni non vede sfilare solamente personale delle forze armate di polizia ma anche rappresentanti civili di vario tipo. È una tradizione del nostro Paese che esiste fin dal 1948 e che si è interrotta solo poche volte e in occasione di eventi o momenti storici particolarmente complessi per il nostro Paese. “In un’epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre sempre più vicine, servirebbe il coraggio di compiere una scelta forte e controcorrente: abolire la parata militare del 2 giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile, popolare e democratico”, scrive l’europarlamentare.
Definire la parata un simbolo di “militarismo” significa ignorare deliberatamente l'evoluzione che questo appuntamento ha vissuto negli ultimi decenni. Oggi via dei Fori Imperiali non è il palcoscenico di una prova di forza bellica, bensì la vetrina di un intero sistema-Paese, dove la componente civile sfila accanto alle divise per testimoniare il valore del servizio alla comunità. Inoltre, liquidare la presenza delle forze armate come un retaggio pericoloso in tempo di conflitti globali è una forzatura retorica, perché i professionisti che sfilano il 2 giugno sono gli stessi impegnati quotidianamente nelle missioni di peacekeeping internazionali, nel soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali e nella tutela della sicurezza interna. E sono anche quelli che ogni giorno sono al servizio dei cittadini per ogni loro necessità. Chiedere la cancellazione della sfilata in nome della democrazia, quindi, suona quasi paradossale se si pensa che la Repubblica e la Costituzione, che la Salis rappresenta nelle istituzioni europee, sono nate proprio grazie al sacrificio di chi indossava una divisa per liberare l'Italia. “Qualcuno insegni all'eurodeputato Ilaria Salis che il 2 giugno non è la festa delle Forze Armate che celebriamo il 4 novembre, ma la Festa della Repubblica in cui partecipano tutti i corpi militari e civili dello Stato e una rappresentanza dei sindaci di tutti i comuni italiani, che ogni giorno si adoperano per il nostro Paese”, ha dichiarato il tenente colonnello MOVM Gianfranco Paglia, “ La noiosa demagogia dell'eurodeputata non solo ha superato il limite ma evidenzia ignoranza e disprezzo verso una Nazione che lei dovrebbe rappresentare e tutelare tra i banchi europei. Invece di commentare ogni volta dietro una tastiera la invito a partecipare in modo da conoscere quella parte sana dell'Italia evidentemente a lei sconosciuta e che avrebbe tanto da insegnare in valori, sacrificio e rispetto verso le Istituzioni”. Il responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, ha dichiarato che “la sua allergia alle divise è coerente con la storia di chi si è candidato in Parlamento per scappare dalle conseguenze di azioni violente e vigliacche”. Stefano Cavedagna, eurodeputato di Fratelli d'Italia-Ecr, ha definito “proposta folle” quella di Salis, che “riesce nell'incredibile azione di stare sempre dalla parte sbagliata e contro l'Italia. L'ennesima proposta ideologica, che ha lo scopo solo di provare a danneggiare le Forze Armate e le Forze dell'Ordine, realtà che noi come FdI non solo rispettiamo, ma che ringraziamo ogni giorno per il lavoro di difesa della Patria e garanzia di sicurezza che svolgono”.
“Da fiero elettore di sinistra, le consiglio di occuparsi dei temi europei per cui è stata eletta e di evitare di sparare stupidate inaudite sul 2 giugno”, scrive un utente in risposta all’europarlamentare. “Ma lei si immagina Pertini o Berlinguer a criticare il 2 giugno? Ma stiamo tutti impazzendo sotto questo cielo? Ma cos'è questo odio verso noi stessi? La nostra identità, la nostra cultura, i nostri valori! Basta con questa sinistra, non è la mia, la nostra, sinistra!”, ha concluso l’utente, dando una vera lezione di democrazia a chi, invece, viene pagato per esportarla e difenderla. “Forse le sfugge una cosa… È grazie anche a quei militari se oggi abbiamo una Repubblica e continuiamo a mantenerla tale… Quindi è giusto che vengano ringraziati con una parata rivolta a loro e a tante altre figure”, ha scritto un altro. Come hanno spiegato bene gli italiani a Salis, la Festa della Repubblica non ha bisogno di essere “restituita” a nessuno: appartiene già pienamente ai cittadini, e la parata militare ne è, da quasi ottant'anni, il riconoscimento più solenne e condiviso.

