Un cannone da 30 mm contro i droni: la mossa di Mosca

Scritto il 02/06/2026
da Marco Pizzorno

Il sistema Citadel di Rostec introduce difesa antidrone a corto raggio con artiglieria da 30 mm, sensor fusion e configurazione mobile su Ural per scenari ad alta saturazione UAV

Durante il Primo Forum Internazionale sulla Sicurezza nell’area di Mosca, Rostec ha presentato il sistema ZAK-30 Citadel, una piattaforma antiaerea a cortissimo raggio sviluppata per l’intercettazione di UAV tattici e commerciali impiegati in testri operativi ad alta intensità. Il programma, inizialmente concepito per la difesa statica d’infrastrutture sensibili, sta evolvendo verso una configurazione mobile su chassis Ural, con una struttura di batteria distribuita.

Cosa sappiamo

Dall’analisi emerge che il sistema è destinato alla protezione ravvicinata di asset strategici come basi aeree, depositi munizioni, infrastrutture energetiche e centri di comando, in scenari caratterizzati da saturazione di micro e mini-UAV. L’impiego operativo riguarda esclusivamente la fase terminale dell’ingaggio, quando le minacce hanno già superato gli strati esterni della difesa aerea.

Le prestazioni dichiarate indicano una finestra d’ingaggio nell’ordine di 800–1000 metri, configurando una capacità d’intercettazione limitata ma altamente specializzata nella neutralizzazione puntuale.

Un cannone automatico da 30×165 mm

Il cuore del sistema è un cannone automatico da 30×165 mm abbinato a munizioni airburst con spoletta elettronica programmabile. Il principio operativo non richiede impatto diretto: la detonazione viene impostata prima dello sparo e avviene in prossimità del bersaglio, generando una nuvola di frammentazione ad alta densità cinetica.

Questa soluzione è ottimizzata per contrastare bersagli con bassa sezione radar, firma infrarossa ridotta e profili di volo irregolari, caratteristiche tipiche dei droni di piccola e media classe.

Catena sensoriale e controllo del tiro

L’architettura integra radar a corto raggio e sistemi elettro-ottici operanti in visibile e infrarosso, con capacità d’acquisizione e tracciamento continuo anche in condizioni ambientali complesse. Le informazioni vengono fuse in un sistema digitale di controllo del fuoco che gestisce l’intero ciclo di ingaggio.

Il sistema di calcolo balistico prevede il tracciamento continuo del bersaglio in modalità track-while-scan, la stima della velocità angolare e lineare, la predizione della traiettoria e la determinazione del punto ottimale di scoppio del proiettile per la programmazione della spoletta elettronica. Questo processo consente un’intercettazione rapida, con un intervento umano limitato alla supervisione e all’autorizzazione del fuoco.

Configurazione mobile su chassis Ural

La variante su piattaforma Ural introduce una riorganizzazione dell’intero concetto operativo. La batteria viene strutturata in modo modulare, con separazione tra unità di tiro, radar e comando e controllo, distribuite su più veicoli.

Tale configurazione riduce la vulnerabilità complessiva del sistema e consente una copertura più flessibile del settore difeso, grazie alla dislocazione geometrica dei moduli. La mobilità permette inoltre un rapido riposizionamento in funzione dell’evoluzione della minaccia, caratteristica sempre più rilevante in ambienti saturi di UAV.

Economia dell’ingaggio e difesa multilivello

Il sistema risponde alla crescente pressione sul rapporto tra costo dell’intercettazione e costo del bersaglio. L’impiego di missili guidati contro droni a basso costo ha evidenziato negli ultimi anni una forte asimmetria economica, che l’artiglieria a scoppio programmato tenta di riequilibrare.

All’interno di una struttura difensiva multilivello, il Citadel svolge il ruolo di ultimo strato hard-kill, successivo alla guerra elettronica e ai sistemi a medio e corto raggio, contribuendo alla chiusura della catena di intercetto contro minacce residue.

Ristrutturazione della capacità antidrone nella difesa aerea russa

L’introduzione del sistema segnala una progressiva specializzazione delle capacità antiaeree verso la minaccia UAV. La combinazione tra sensor fusion, automazione del tiro e munizionamento programmabile indica un passaggio da soluzioni adattate a piattaforme progettate specificamente per il contrasto ai droni.

La configurazione mobile su Ural rafforza questa tendenza, orientando la difesa verso modelli distribuiti, scalabili e rapidamente riconfigurabili, coerenti con scenari in cui la minaccia aerea a bassa quota è continua, diffusa e difficilmente prevedibile.