Nuovo cambio di proprietà (a sconto) per Milano Santa Giulia. L'area immobiliare che negli anni 2000 doveva essere il simbolo della rinascita di pregio di una storica area industriale (ex Montedison e Redaelli), torna al centro delle cronache per l'ennesimo passaggio di mano. Gli australiani di Lendlease hanno venduto l'area Santa Giulia, cedendone i diritti di sviluppo, a Bizzi & Partners: società immobiliare che fa capo a Davide Bizzi.
L'area è uno dei progetti immobiliari più ampi di Milano, avviato nel corso dei primi anni 2000 e non ancora giunto a compimento. La superficie totale ancora edificabile è di circa 385mila metri quadri, di cui 277mila metri quadrati residenziali, per un totale di 3mila appartamenti; retail per 59mila mq, uffici per 30.657 mq e infine hospitality per i restanti 17.500 mq, oltre a 200mila mq di verde. I costi di sviluppo (incluse urbanizzazioni e bonifiche) dovrebbero arrivare alla cifra monstre di 1,8 miliardi.
Pur di lasciare il campo, Lendlease - che era entrata nel 2015 e aveva completato lo sviluppo della parte sud - ha scelto di assumersi una perdita di 175 milioni. L'operazione ha infatti un valore lordo di circa 250 milioni di dollari australiani, circa 154 milioni, inclusa l'acquisizione da parte dell'acquirente delle quote di Lendlease nel Heartbeat Fund (detentore dei diritti di sviluppo di Msg North) per un corrispettivo di 90 milioni di dollari australiani, nonché l'assunzione di debiti del progetto per 160 milioni, oltre al finanziamento delle future opere di bonifica e infrastrutturazione. «La vendita sarà effettuata a un valore inferiore rispetto al valore contabile e si prevede che comporterà una perdita post-operativa di circa 175 milioni di dollari, che sarà contabilizzata nell'esercizio fiscale 2026», recita il comunicato.
Negli obiettivi del nuovo proprietario c'è ora la conclusione della rigenerazione nata quando l'imprenditore Luigi Zunino, attraverso la società Risanamento, acquisì i terreni per realizzare una nuova «città nella città», uno sviluppo visionario che si infranse diventando un affare fatale: falsi in bilancio, riciclaggio, bonifiche fasulle, discariche abusive e possibili infiltrazioni della 'ndrangheta. Un disastro per la holding Risanamento che, con 2 miliardi di debiti e una perdita di bilancio di 213 milioni, è stata salvata in extremis dalle banche che l'avevano finanziata (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bpm, Banco Popolare). Ma per Santa Giulia (fusa in Risanamento consolidando l'intero indebitamento finanziario in capo a un unico soggetto) la «maledizione» continua e tra una proprietà e l'altra attende ancora di vedere la fine.

