Per anni è stata una delle presenze più amate e riconoscibili delle cerimonie ufficiali italiane. Piccola di statura ma enorme per carisma, Briciola ha accompagnato il 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo nelle occasioni più solenni della vita istituzionale del Paese. Oggi, però, si chiude un capitolo importante della sua storia, dopo aver preso parte ancora una volta alla parata del 2 giugno, la cagnolina mascotte dell'Arma si prepara a lasciare il servizio attivo per godersi una meritata pensione. A quasi 14 anni, Briciola saluta dunque il pubblico che l'ha vista crescere e diventare una vera e propria celebrità, capace di conquistare militari, cittadini e persino il Presidente della Repubblica.
Una tradizione che affonda le radici negli anni Ottanta
La presenza di una mascotte accanto ai Carabinieri a Cavallo non è una novità. La tradizione nasce negli anni Ottanta durante un carosello storico ad Agnano, quando un gruppo di ragazzi donò all'Arma un cane meticcio come portafortuna. Quel gesto fu accolto con entusiasmo e diede origine a una consuetudine che si è tramandata nel tempo. La prima mascotte si chiamava Trombetta. Successivamente arrivarono Birba e Lady, che per anni accompagnarono il reparto nelle manifestazioni ufficiali. Dopo di loro è toccato a Briciola raccogliere il testimone e diventare il volto più noto di questa tradizione.
Un segno del destino fin dalla nascita
Anche la storia di Briciola sembra segnata dal destino. La piccola meticcia è nata infatti il 5 giugno 2013, una data particolarmente significativa perché coincide con l'anniversario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri. Un dettaglio che molti hanno interpretato come un segno beneaugurante. Arrivata al Reggimento nel 2014, quando aveva appena un anno, venne accolta con grande affetto dai militari della caserma di Tor di Quinto, a Roma. Faceva parte di una numerosa cucciolata e fu donata spontaneamente all'Arma, come da tradizione per tutte le mascotte dei Carabinieri a Cavallo. In un primo momento affiancò Lady, ormai anziana e non più in grado di sostenere tutti gli impegni richiesti dal ruolo. Successivamente prese il suo posto diventando la mascotte ufficiale del reparto.
La sua vita in caserma
Da allora Briciola è diventata una presenza costante nella vita quotidiana del Reggimento. Le sue giornate iniziano con il saluto ai militari e la partecipazione all'alzabandiera insieme al reparto schierato. Quando non è impegnata nelle cerimonie ufficiali, segue le attività della fanfara e accompagna i carabinieri nelle operazioni di routine. La sua casa è sempre stata la caserma di Tor di Quinto, dove è cresciuta circondata da cavalieri, musicisti e soprattutto cavalli. Proprio il rapporto naturale e spontaneo sviluppato con questi animali è stato uno degli elementi che l'hanno resa speciale. Fin da cucciola ha dimostrato di muoversi con disinvoltura tra gli enormi cavalli del reparto, senza timori e con una naturalezza sorprendente. Il maresciallo Fabio Tassinari, che per anni è stato il suo principale punto di riferimento durante le manifestazioni pubbliche, l'ha definita una cagnolina “di gran temperamento, difficile da sostituire”.
La capriola davanti a Mattarella che la rese famosa
Il momento che ha trasformato Briciola in una piccola star nazionale risale al 2015, durante la cerimonia di insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Davanti agli occhi delle più alte cariche dello Stato, la cagnolina si lasciò andare a una simpatica capriola che strappò un sorriso allo stesso Capo dello Stato. Le immagini fecero rapidamente il giro del Paese e contribuirono a renderla uno dei volti più popolari delle cerimonie istituzionali italiane. Secondo molti quel gesto venne interpretato come un segno di buon auspicio. Da quel giorno la sua popolarità crebbe enormemente e la sua presenza divenne immancabile nei principali appuntamenti ufficiali della Repubblica.
Una veterana della Festa della Repubblica
Negli anni Briciola è diventata una presenza fissa della parata del 2 giugno, al punto da essere considerata una delle veterane della manifestazione. Ha partecipato alle celebrazioni della Festa della Repubblica, ai cambi della guardia e alle visite ufficiali al Quirinale, sempre con la sua caratteristica mantellina d'ordinanza. Pur non svolgendo un compito operativo vero e proprio, la sua presenza ha assunto un valore simbolico importante. Briciola rappresenta infatti il legame tra tradizione e sensibilità moderna verso il mondo animale. La sua figura è diventata negli anni una sorta di ambasciatrice dell'adozione e del rispetto per gli animali, valori che l'Arma ha sempre voluto promuovere scegliendo esclusivamente cani meticci come mascotte.
La popolarità sui social
Nel 2017 l'allora comandante generale dell'Arma le conferì il grado onorifico di brigadiere, un riconoscimento simbolico che testimonia l'affetto conquistato all'interno del corpo militare. Con il passare degli anni la sua fama è uscita dai confini della caserma. Briciola è approdata anche sui social network, dove una pagina Instagram dedicata segue da tempo le sue attività e i suoi momenti più curiosi, contribuendo ad accrescere ulteriormente la sua notorietà.
La pensione dopo una vita al servizio del Reggimento
Quella andata in scena oggi è stata la sua ultima parata ufficiale. Dopo oltre un decennio trascorso accanto ai Carabinieri a Cavallo, Briciola lascia la mantellina e il ruolo di mascotte del reparto. Il suo futuro, però, resterà strettamente legato all'Arma. La cagnolina sarà infatti affidata a un carabiniere che le è particolarmente affezionato e continuerà quindi a vivere accanto a quella che è stata la sua famiglia per tutta la vita. Niente più sveglie scandite dagli squilli di tromba o impegni nelle grandi cerimonie della Repubblica. Per Briciola è arrivato il tempo delle coccole, del riposo e di una pensione più che meritata. Ma il suo posto nella storia del Reggimento Carabinieri a Cavallo e nel cuore degli italiani resterà intatto.

