Non è un'assoluzione. "No, tecnicamente - spiega Valerio de Gioia, magistrato di Corte d'appello e autore di numerose pubblicazioni - è un proscioglimento, formula assai più ampia". Tradotto in italiano, il giudice si è fermato prima di stabilire se Chiara Ferragni fosse colpevole o innocente. "Il reato è estinto, non è escluso, semplicemente il giudice non è entrato nel merito".
Questione sottile, in due passaggi. Il primo: la caduta della minorata difesa. In questo modo la truffa aggravata diventa truffa semplice. "La minorata difesa - riprende De Gioia - si ha ad esempio quando si truffa una persona molto anziana e si approfitta della sua veneranda età. Ma qui si dall'inizio era evidente che la presunta vendita truffaldina, se di questo si trattava, non era diretta a colpire persone in là con gli anni, ma si rivolgeva un po' a tutti i follower della Ferragni, non a un gruppo particolare". Fa un po' parte delle regole del gioco: "La procura - spiega ancora de Gioia - prova a contestare l'aggravante, poi il tribunale fa la sua valutazione".
Il reato, come dicono i tecnici, viene riqualificato in truffa semplice. E qui c'è un altro passaggio molto importante: la remissione di querela da parte dei due soggetti che a suo tempo avevano denunciato la giovane imprenditrice: il Codacons e l' Associazione utenti servizi radiotelevisivi. Ferragni li ha risarciti e sono usciti di scena. Due questioni dunque per allontanare la condanna chiesta dalla procura: 1 anno e 8 mesi. "Si può disquisire sulla minorata difesa - riprende de Gioia - che per esempio può essere legata al numero. Cinque persone contro una: ecco un caso classico di minorata difesa. Qui, come accennato, era difficile immaginare che l'inganno fosse diretto a qualcuno totalmente sprovveduto. Si potrebbe sostenere che ci sia la minorata difesa quando on line vedi un pandoro da un chilo e poi sugli scaffali ne trovi uno da cento grammi, ma non mi sembra questo il caso".
Il resto viene di conseguenza. Si può arrivare a sentenza, per truffa semplice, solo se ci sono querele. Querele, non denunce, più generiche e destinate a evaporare con la riformulazione del capo d'imputazione. Ancora una volta è arduo immaginare qualche consumatore che corre a sporgere querela contro il venditore per pochi euro. Qui si sono fatti avanti solo il Codacons e l'Associazione utenti servizi radiotelevisivi. Pronti però a lasciare il campo dopo aver ricevuto un congruo risarcimento. "La Ferragni - conclude il magistrato - aveva un solo modo per dimostrare fino in fondo la propria innocenza: non accettare la remissione di querela e tenere vivo il processo". Non l'ha fatto e ha chiuso la partita con una formula più neutra e un po' indecifrabile per il grande pubblico, ma dal punto di vista mediatico Chiara Ferragni ha vinto.

