AGI - Raffaella Zuccari, moglie del cantautore Francesco Guccini, scomparso il 6 agosto scorso all'età di 86 anni, erediterà la casa di via Paolo Fabbri 43, a Bologna, e quella di Pavana, sull'Appennino tosco-Emiliano. La figlia Teresa, invece, tutte le quote di partecipazione nella società Limentra srl, il 50 per cento dei diritti d'autore, la chitarra, l'orologio e un anello del padre di Guccini.
Questo è il contenuto del testamento pubblico del cantautore, che risale al 19 gennaio 2022 ma che è stato registrato soltanto martedì 8 settembre.
Il contenuto del testamento
"Spetterà esclusivamente all'erede universale ogni aspetto relativo alla gestione, allo sfruttamento e all'amministrazione dei diritti derivanti dalla mia attività artistica di cantautore, scrittore ecc.", si legge nelle ultime volontà di Guccini, registrato ieri, martedì 8 settembre, davanti al notaio bolognese Luigi Stame. Una prerogativa affidata alla moglie, "fermo restando che il 50 per cento di tutti proventi derivanti dalla mia attività artistica dovrà essere destinato alla legataria Teresa Guccini".
Il cantautore ha precisato, inoltre, che la figlia "potrà anche attivarsi al fine di ricevere direttamente dai vari Enti e soggetti la propria quota di spettanza pari al 50 per cento". Alla moglie Guccini lascia invece il restante 50 per cento dei diritti patrimoniali d'autore riferibili alle sue attività professionali di cantautore e scrittore. Le attribuzioni in favore di Raffaella Zuccari, ha stabilito infine il testamento, graveranno sulla sua quota di legittima e, per l'eccedenza, sulla quota disponibile.
L'amore per Bologna e il ritorno a Pavana
"Trasferirmi a Bologna è stato un cambiamento totale della mia vita e devo tantissimo a questa città, una città meravigliosa, che ricordo con grande affetto e nostalgia. È dal Duemila che abito a Pavana, a Bologna ho passato 40 anni di vita, di amicizie, di canzoni, non mi riferisco a quelle dei miei dischi, ma penso alle canzoni cantate con gli amici in vari posti, tante sere con le chitarre e un po’ di vino, le ragazze, sono stati i tempi più belli", ha raccontato Guccini in un'intervista di quattro anni fa.
Guccini, poeta “modenese volgare”, arrivò a Bologna negli anniSessanta tra “salami e gioielli in vetrina”, dove ci rimase per quattro decenni. Il maglione rigorosamente della taglia sbagliata d’inverno, lacamicia sbottonata d’estate. I concerti super loquaci tra aneddoti e sorsi di rosé (“non era Lambrusco”) per non seccare la gola. Anche sui tavoloni di legno macchiati di unto e vino compose invettive contro i benpensanti, i teleimbonitori, i nani di statura morale.
Mai il 'maestrone' rinunciò al ‘verbo’ delle osterie, pieno di una filosofia più anarchica che comunista. Tra i portici di “mamma Bologna” il cantastorie un po' Cirano e un po' Don Chisciotte studiò nella facoltà di magistero. Completò gli esami senza conseguire la laurea (poi ne ricevette due ad honorem). Guccini ha consegnato alla storia della musica anche una strada della Cirenaica (quartiere popolare e di periferia), ovvero via Paolo Fabbri (dove abitò per anni), meta di pellegrinaggi da tutta Italia.
Quarant'anni dopo il concertone
“Sono venuto ad abitare a Bologna negli anni Sessanta. Una città meravigliosa. Piena di studenti di tutte le nazionalità. Tutte le sere cantavamo e suonavamo in un’osteria diversa. Era una città aperta, grande stupenda. Mi accolto con grande generosità”, disse Guccini tornato sul palco di piazza Maggiore il 17 giugno 2024 per aprire la rassegna "Sotto le stelle del cinema", a 40 anni dallo storico concertone del 21 giugno 1984.
L'ultima esibizione
L’ultimo concerto di Guccini a Bologna è nel dicembre 2011, all’Unipol Arena. Sul finale non si sentì bene. E l’ultima esibizione dal vivo (in assoluto) è sempre nel capoluogo emiliano. L'artista si esibì il 25 giugno 2012 allo stadio Dall'Ara per il “Concerto per l'Emilia” terremotata.

