Parabiago sfata il tabù e ritorna in Serie A Elite

Scritto il 02/06/2026
da Roberto Bonizzi

Battuto il Cus Torino (21-17) con la strenua difesa finale. Milano nella massima serie dopo 28 anni

Sei minuti di passione. Bollenti e delicatissimi, tutti giocati in trincea a difesa della linea di meta. Poi, a 80° abbondantemente scaduto, il fischio della liberazione che scatena una festa attesa quasi 70 anni, troppe volte rimandata proprio all'ultimo. Il Parabiago torna in Serie A Elite, o forse meglio dire arriva (le uniche tre stagioni in serie A dei rossoblù sono datate '56-'57, '57-'58 e '58-'59) e tocca il cielo con un dito.

Domenica, sul campo neutro di Biella, la corazzata di coach Daniele Porrino (che proprio della città piemontese è originario) si giocava la massima serie opposta al Cus Torino, una finale playoff giunta dopo l'ennesima stagione regolare chiusa da primi in classifica. Ma solo 12 mesi fa al Beltrametti di Piacenza, in un altro pomeriggio bollente, il Parabiago si era visto sfuggire dalle mani il pass promozione (contro il Biella Rugby, a volte, il destino ripassa e concede una seconda chance), come nel 2022-'23 dopo un campionato perfetto si era arreso alla Lazio negli spareggi. Invece stavolta il piede dell'apertura argentina Silva Soria, poi premiato come miglior giocatore della partita, non ha tremato. Al 75° dalla piazzola ha rintuzzato la rimonta dei torinesi allungando sul 21-17. Per ricucire il break a quel punto al Cus serviva una meta. Ma il grande sforzo finale, touche e drive, calci di punizione giocati alla mano nei 5 metri avversari e una timida sventagliata al largo all'ultimo assalto, si è infranto contro la solidità della difesa rossoblù.

Emozionato coach Porrino. «Credo non ci sia mai stata una partita dove non ci hanno messo tutto. Il risultato prima o poi doveva arrivare: in quattro stagioni, siamo arrivati tre volte al primo posto della stagione regolare. È un processo arrivato al termine di un lungo percorso. Abbiamo tirato fuori più una prestazione di cuore che altro. Durante la partita abbiamo fatto qualche errore, qualche scelta magari non delle migliori, ma le finali sono così: si decidono su situazioni ed episodi. Sono orgoglioso di questo gruppo: sono quattro anni che combattono». Nella voce di Joaquin Paz, il capitano rossoblù, l'orgoglio per l'impresa: «Volevamo questa rivincita e oggi ce l'abbiamo fatta soffrendo. Siamo stati bravi nel finale: credo che ci meritiamo tutto questo. Siamo stati primi dall'inizio alla fine: tutto questo lavoro e questo impegno doveva pagare e così è stato».

Lo sguardo è già rivolto alla prossima stagione. C'è un campionato di Serie A Elite da preparare: «Vogliamo provare a giocarcela partendo dalla base delle nostre partite in casa, dove abbiamo sempre fatto tanto. Abbiamo un gruppo fatto di tanti giovani: per loro sarà un'opportunità di mettersi in gioco, contro le migliori formazioni italiane». Per l'ultima milanese a confrontarsi con la massima serie ovale bisogna riavvolgere il nastro di quasi 30 anni. Il 1997-'98, l'ultima stagione del Milan, che chiude i battenti come tutta la polisportiva. Parabiago si prepara a rivivere le stagioni mitiche di Filippo Caccia Dominioni e Luciano Marazzini forte di un progetto solido con giovani di valore, quattro convocati nell'Italia under 18 e uno in under 19.

Un'altra lombarda che si affianca a Viadana ai nastri di partenza dell'Elite, che riunisce le migliori dieci italiane (escluse Benetton e Zebre che disputano lo United Rugby Championship). Una realtà solida che parte con il ruolo di outsider, come gli azzurri milanesi del Rugby Club Sempione nel '60-'61, guidato sempre dal pioniere «Lippo» Caccia Dominioni.