Roma Le facce. Ecco quella di Sofia, la piccola in cura al Bambino Gesù che abbiamo lasciato allegrissima agli Internazionali di tennis mentre saltellava mano nella mano con Sinner e che adesso si tuffa senza pensarci troppo tra le braccia del capo dello Stato (nella foto di pagina accanto). Ecco quelle felici degli altri ragazzi speciali, che affollano i giardini del Quirinale, aperti solo per loro: bande musicali, selfie con il presidente, sorrisi. Ecco poi le facce che stasera spunteranno sul palco, i volti degli "ambasciatori di Sergio". Morandi e Del Piero, Cortellesi e Verdone, Bebe Vio e Bolle, fino a Zingaretti e Bocci, e sarà un po' come rivedere la serie del commissario Montalbano. E infatti, come in un sabato sera tv, toccherà a loro aiutare Mattarella a riconnettere il palazzo con la gente. È lui stesso, in un messaggio ai prefetti, a spiegare il senso di questo 2 giugno e dare una sveglia alla politica. "Il compito della Repubblica è consolidare l'architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini".
Dunque niente ricevimento, il Quirinale esce dalle sue mura, trasloca simbolicamente e pure fisicamente fuori dal palazzo e organizza una festa in piazza in diretta televisiva. "I volti della Repubblica", questo il titolo dell'evento, collegato a un invito agli italiani a dire la loro sul sito ufficiale. Filmati, canzoni, happening, cento comuni collegati con maxi schermi, una via di mezzo tra un Concertone e una trasmissione di Angela. Gente di sport e spettacolo: Popolizio, Barbarossa, Pannofino, Bergomi, la sciatrice Brignone, la pattinatrice su ghiaccio Fontana. Matteo Berrettini che dal Roland Garros ha scritto sul profilo del Colle: "Repubblica è lavorare insieme per la nazione è un bene superiore".
Gli inviati sono 2700, Meloni in prima fila. La scaletta è approssimativa, i testi sono curati dallo scrittore Maurizio De Giovanni. Si sa che il soprano Cecilia Bartoli canterà Caruso di Lucio Dalla e che Cesare Bocci racconterà dei pezzi di 80 anni della nostra storia, dal voto alle donne al terrorismo, dai disastri alle rinascite. Anche adesso. Viviamo in un periodo di guerre e ingiustizie, eppure il capo dello Stato è convinto che le radici della democrazia siano solide: "Lavoriamo per la legalità, la sicurezza, i diritti, il lavoro, i giovani, la convivenza sociale".
Insomma, due giorni di celebrazioni. In attesa della festa in piazza, l'apertura in mattinata dei giardini alle fasce protette e nel pomeriggio il concerto nella Cappella Paolina di fronte al corpo diplomatico.
La situazione internazionale è pesante, il presidente è preoccupato. Dal Libano, "dove la popolazione civile viene colpita in modo brutale", alla "irrisolta crisi indotta dal conflitto tuttora in atto a Gaza", all'Iran con "la perdurante minaccia di una guerra su vasta scala che potrebbe irradiarsi a tutta la regione", senza dimenticare "l'ingiustificabile invasione russa dell'Ucraina: avvertiamo come nostra la causa della libertà e indipendenza di Kiev". Onu, Ue, Nato, Mattarella rinsalda la linea di politica estera italiana. Caos, morte e sopraffazione ovunque, e una "tendenza regressiva dell'ordine internazionale".
Ma l'Italia, spiega agli ambasciatori, si batterà sempre per difendere diritti e multilateralismo. Oggi si ricomincia con la corona all'Altare della Patria e il sorvolo delle Frecce tricolori sui cieli di Roma. Il programma prosegue con la tradizionale sfilata ai Fori: per fortuna tutti i cavalli imbizzarriti, scappati sulla Colombo, sono stati recuperati. In serata il presidente dialogherà su Rai 1 con dieci giovani. E alle nove darà il via alla festa.