Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha sentito la preside dell'istituto superiore «G. Peano - C. Rosa» di Nereto (Teramo). Si è informato sulle condizioni del professore aggredito pochi giorni fa, ha chiesto alla dirigente di esprimergli la sua personale vicinanza, solidarietà e forte incoraggiamento. Ha apprezzato la linea della severità adottata dalla scuola che ha deciso di denunciare gli autori della inqualificabile aggressione e di prendere provvedimenti disciplinari rigorosi. Così il ministero dell'Istruzione, che ha riportato anche una dichiarazione dello stesso Valditara: «Va ripristinato il rispetto della autorità dei docenti, non ci può essere nessuna indulgenza verso i violenti - ha detto il ministro - . La scuola è il luogo della educazione e del rispetto non della prevaricazione e della prepotenza».
E invece proprio la prepotenza ha preso il sopravvento nell'aula di Teramo. Un professore al termine della lezione sarebbe stato insultato e aggredito fisicamente in classe da un gruppo di quattro studenti del primo anno, tutti quattordicenni.
A seguito dello strattone ricevuto, il docente è stato costretto a ricorrere alle cure dei sanitari presso il pronto soccorso dell'ospedale Val Vibrata di Sant'Omero, dal quale è stato dimesso con otto giorni di prognosi. L'insegnante e la dirigenza dell'istituto hanno formalizzato una denuncia ai carabinieri della locale stazione che hanno subito avviato le indagini. I militari sono ora al lavoro per raccogliere le testimonianze dei presenti e ascoltare i protagonisti, al fine di chiarire l'esatta dinamica, le motivazioni del gesto e stabilirne la volontarietà.
Parallelamente all'inchiesta giudiziaria, la dirigenza scolastica ha annunciato il pugno di ferro: nei confronti dei quattro minori verranno adottati severi provvedimenti sul piano disciplinare, indipendentemente da quelli che saranno gli sviluppi e gli esiti delle indagini penali.