"Quadro eversivo". "No, solo fango, falsità e calunnie". In un clima politico già infuocato da referendum, Iran, Gaza e Venezuela piove nuova benzina. Intorno alla figura dell'ex capo della Dna Federico Cafiero De Raho, accusato in sostanza di aver usato l'Antimafia e l'ufficiale Gdf Pasquale Striano e l'ex sostituto procuratore Antonio Laudati per dossierare il centrodestra e Matteo Renzi attraverso giornali e testate amiche, si scatena la guerra tra Pd, Cinque stelle e maggioranza, con l'ex premier e leader di Italia Viva che si dice "allibito" e che invoca l'intervento della magistratura: "Allucinanti gli elementi messi nero su bianco dalla relazione della presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo, mi riservo di agire nelle prossime settimane in tutte le sedi e mi domando come sia possibile che l'opinione pubblica non reagisca davanti a una vicenda che lede la dignità e la credibilità delle istituzioni", dice in una nota Renzi, già "attenzionato" dal dossier del consulente di Report Gian Gaetano Bellavia, il cui archivio con oltre 10 milioni di file sarebbe stato esfiltrato. "Hanno distrutto la sua reputazione attraverso un'azione congiunta", ribadisce la renziana Raffaella Paita, che parla di "fake news costruite con sapienza".
È tutto il centrodestra a saltare sulla sedia dopo le rivelazioni contenute nelle 187 pagine del dossier presentato all'Ufficio di presidenza e che sarà discusso e votato in seduta plenaria nei prossimi giorni, realizzato attraverso un'attenta analisi delle audizioni svolte a palazzo San Macuto (tra cui quelle del procuratore nazionale Antimafia Giovanni Melillo e del procuratore di Perugia Raffaele Cantone) e soprattutto delle 66mila pagine di inchiesta sul dossieraggio condotta dallo stesso Cantone prima e poi finita a Roma, nata dopo la denuncia del ministro della Difesa Guido Crosetto, fondatore di Fratelli d'Italia. Il sistema consolidato di informazioni riservate fatte circolare ad arte sul Domani ma non solo, anche in un passato non troppo lontano, sarebbe servito per appannare anche l'immagine di politici della Lega, come l'ex sottosegretario del Carroccio Armando Siri. "Siamo stati i più spiati - sottolinea il deputato salviniano Andrea Crippa - anche il nostro tesoriere Alberto Di Rubba (anche lui nell'affaire Bellavia), è chiara la responsabilità di De Raho che da Procuratore nazionale Antimafia metteva in piedi questo sistema", con Gianluca Cantalamessa che denuncia "un quadro eversivo di una gravità inaudita".
Il Pd con qualche imbarazzo fa scudo all'ex magistrato e parla di "cinico attacco" e di "metodi consueti e strumentali" dietro la denuncia contro De Raho "che la mafia l'ha combattuta", il capogruppo dem in Antimafia Walter Verini si azzarda che a suo avviso "dietro il lavorio opaco e il tramestio di accessi abusivi si stentava a vedere un disegno politico" anche se i dossier erano solo contro il centrodestra e Renzi. Forza Italia con Pierantonio Zanettin chiede di fare "piena luce sugli interrogativi seri e sui fatti gravissimi" denunciati contro chi oggi siede in commissione Antimafia", dalla quale potrebbe essere in qualche modo costretto a dimettersi. È proprio l'ex pm in serata a difendersi in una nota destinata ai tg, in cui accusa la Colosimo di "una grandissima calunnia nei confronti di chi ha dedicato tutta la vita allo Stato, al contrasto alle mafie e alla difesa dei cittadini", con una "macchinazione ai miei danni molto grave" che gli attribuisce "accessi avvenuti quando ero andato via dalla Dna da mesi" attraverso documenti "infarciti di falsità". "Capisco lo stordimento di De Raho ma moderi il suo linguaggio - è la controreplica di Maurizio Gasparri (Forza Italia) - la relazione non è infarcita di falsità ma di eventi indicibili la sua opera del passato".