Falso allarme ebola. Il paziente di Cagliari, reintrato dal Congo e sospettato di essere infetto, si è rivelato negativo. Dopo i test effettuati allo Spallanzani di Roma, i sanitari tirano un sospiro di sollievo. Il sistema di sicurezza ha comunque funzionato e questo rincuora sulla gestione di un'eventuale caso positivo. Quello che rincuora meno invece è il dilagare dell'epidemia in Congo e Uganda: contagi veloci che fanno espandere l'allarme a macchia d'olio. Tanto che la presidenza cipriota dell'Unione europea ha convocato una videochiamata straordinaria dei ministri della Salute Ue venerdì per discutere di come affrontare i rischi e le strategie di intervento. Si tratta solo di un confronto preventivo, senza che sia scattato nessun livello di allerta, ma è bene che ci sia una linea comune, soprattutto nella gestione dei passeggeri che arrivano in aereo dalle zone a rischio.
Piccoli segnali di speranza arrivano dal Congo: quattro infermiere che erano in cura per l'ebola causata dal ceppo Bundibugyo del virus sono state dimesse da un ospedale di Bunia, dopo essere guarite dalla malattia, come informa l'Oms. Si prevedono ulteriori guarigioni, soprattutto se la diagnosi è precoce e le persone possono accedere alle cure, e se la risposta all'epidemia si intensifica. Anche un tecnico di laboratorio è guarito, portando a cinque il numero totale di persone guarite dal virus. Il numero di casi confermati di ebola nel paese è salito a 282, con 42 decessi.
"Sono molto preoccupato per l'ebola: in Africa la situazione è incontrollata - commenta l'infettivologo Matteo Bassetti - C'è un responsabile in tutto questo, è Donald Trump, che su questo tema ha fatto un disastro. L'Usaid, un sistema di aiuti ai Paesi in via di sviluppo, è stato tagliato nel finanziamento di qualche centinaio di milioni. In quella parte di Africa, dove avevano ricevuto sempre dei finanziamenti anche per gestire questo tipo di infezione, dopo il taglio di Trump hanno avuto più problemi. Con quegli aiuti oggi la situazione sarebbe stata diversa". Positivo invece l'atteggiamento del governo Meloni che, oltre alla circolare appena diffusa dal ministero della Salute, ha dimostrato "grande cautela e intelligenza chiedendo la convocazione di un tavolo a livello europeo".
Grazie a un finanziamento di 60 milioni della Cepi (Coalizione per l'epidemia preparedness innovations), le ricerche sul vaccino anti ebola acellerano e portano nuovo ossigeno alle sperimentazioni. I finanziamenti sono stati assegnati sulla base di una revisione globale completa delle ricerche in corso condotta da Cepi e dopo la consultazione con l'Oms.