No, calma ragazzi, adesso si sta sconfinando nella solita paranoia e isteria sociale scambiando causa e effetto e soprattutto indicando un colpevole comodo al momento, un capro espiatorio di moda: l’intelligenza artificiale su specifici casi umani. Per cui mettetevi comodi e seguite i fatti, a partire dal fatto del giorno: la Florida diventa il primo Stato americano a fare causa a OpenAI e a Sam Altman chiedendo miliardi di dollari di risarcimento. La ragione? ChatGPT metterebbe in pericolo bambini e ragazzi, fornendo contenuti dannosi, tra cui informazioni a presunti “school shooters” (quelli che arrivano in classe con un fucile d’assalto), indicazioni di autolesionismo e violenza. Ok.
All’inizio mi sono chiesto: quale modello di ChatGPT usano in Florida? Perché qui in Europa ancora non si è suicidato né ha ucciso nessuno a causa di un chatbot assassino (tantomeno ha fatto una strage, e l’uomo che a Modena si è lanciato con l’auto contro i pedoni, per esempio, non risulta avesse come consulente ChatGPT). Una versione con personalità Hannibal Lecter? Dopo di che sono andato a approfondire i dati, sentendo odore di bruciato dall’ufficio del procuratore generale della Florida, James Uthmeier, fino a casa mia.
Sono costretto a darvi almeno due dati, ve la farò breve per non annoiarvi. Primo dato, che prendo da Pew: la maggioranza degli adolescenti americani usa chatbot AI, il 57% per cercare informazioni, il 54% per compiti, il 47% per divertimento, il 16% per conversazioni casuali e il 12% per supporto emotivo o consigli. Quindi abbiamo decine di milioni di adolescenti esposti, anche solo negli Stati Uniti. La causa contro OpenAI riguarda una manciata di casi, alcuni minorili, altri adulti, partendo dal suicidio di Adam Raine fino alle sparatorie o sospetti criminali.
Oltretutto da quella percentuale che usa il chatbot per supporto emotivo (stressandolo, come si dice in gergo, con lunghe sessioni in cui l’AI può rispondere peggio o perdere rigidità rispetto ai limiti che dovrebbe mantenere) dobbiamo scorporare i soggetti fragili, bambini e minorenni di cui le famiglie non si accorgono di niente, in compenso li lasciano a parlare con un chatbot come fosse una babysitter. E non solo con ChatGPT. Anche con TikTok, Instagram, Discord, forum, chat private, scrolling compulsivo già con dati di dipendenza, e qualsiasi altra cosa.
Secondo dato, che deve seguire una domanda: com’era prima di ChatGPT la situazione? Negli Stati Uniti i suicidi tra 10 e 24 anni sono aumentati dal 2007 al 2021, quindi prima del lancio pubblico di ChatGPT. Il CDC riassume proprio che i tassi di suicidio giovanile sono saliti in quel periodo, mentre anche gli omicidi giovanili crescevano dal 2014 al 2021. In Florida, per restare nello Stato incriminato (e che incrimina Sam Altman) già tra 2011 e 2020, quindi ben prima del boom dei chatbot, i suicidi tra 10 e 14 anni erano più che raddoppiati, quelli tra 15 e 19 anni erano aumentati di oltre il 40%, e i ricoveri per tentativi di suicidio tra 12 e 18 anni erano cresciuti del 55% (secondo dati del Florida Department of Health riportati dal Miami Herald). È il solito errore logico del “dopo, dunque per colpa di”: come chi attribuisce al vaccino qualunque malore avvenuto dopo il vaccino, oggi si rischia di attribuire a ChatGPT qualunque tragedia in cui ChatGPT compaia da qualche parte nella biografia digitale della vittima o del colpevole (la usano novecento milioni di persone, non per questo abbiamo novecento milioni di assassini con un prompt in mano).
Dopo ogni sparatoria americana, prima di ChatGPT, il colpevole erano i videogiochi, in primis. Il videogioco nella stanza del ragazzo, Doom, Mortal Kombat, Grand Theft Auto, Call of Duty, quasi che prima della PlayStation l’America fosse abitata da adolescenti contemplativi che dipingevano acquerelli nei boschi (tra l’altro, anche fosse stato, anche Hitler dipingeva acquerelli noiosi e pacifici). Oppure l’hip hop, il rap, il rock, il metal, i film violenti, negli anni Novanta vi ricorderete Marilyn Manson, trasformato in simbolo del male dopo il massacro di Columbine.
E prima ancora c’erano i fumetti, accusati di corrompere i giovani e renderli violenti, e dagli anni Duemila in poi tutto era colpa di internet. Andando indietro nel tempo potrei continuare all’infinito. Ah, dimenticavo anche la scuola (quindi non è sempre colpa della tecnologia). Morale della favola, o meglio del processo della Florida contro OpenAI? Finirà in niente, come è sempre stato. In tutto questo restano fuori la cultura di una società, le famiglie e i genitori, insomma esseri umani, spesso assenti, che ieri ce l’avevano con i videogiochi e oggi fanno causa a Sam Altman e all’intelligenza artificiale anziché a se stessi e alla propria deficienza naturale.