Mercosur, Coldiretti in piazza. "Bruxelles contro i contadini"

Scritto il 15/01/2026
da Gian Maria De Francesco

Il 20 gennaio manifestazione degli agricoltori a Strasburgo. Prandini: "Senza reciprocità l'accordo è da cambiare"

La mobilitazione contro l'accordo tra l'Ue e il Mercosur entra nel vivo e Coldiretti intende far ascoltare la propria voce. Il prossimo 20 gennaio gli agricoltori scenderanno in piazza a Strasburgo, davanti al Parlamento europeo, per dire no a un accordo commerciale che viene giudicato profondamente sbilanciato e penalizzante per l'agricoltura europea. A guidare la protesta sarà il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che non usa mezzi termini nel definire un'intesa che «non tiene in considerazione quello che c'è stato imposto negli ultimi anni come mondo agricolo, e che abbiamo rispettato».

Secondo Coldiretti, il cuore del problema resta la mancanza di una reale reciprocità. «Alcuni elementi sono stati rafforzati, ma non è ancora sufficiente. Il nostro obiettivo è arrivare assolutamente alla reciprocità», ha ribadito Prandini, sottolineando come le clausole di salvaguardia approvate finora rappresentino solo un primo passo, insufficiente a garantire una tutela concreta dei produttori europei. Da qui l'appello diretto alle istituzioni, e in particolare al Parlamento europeo, affinché eserciti fino in fondo il proprio ruolo e introduca modifiche sostanziali a una proposta che, così com'è, continua a favorire le importazioni a basso costo dai Paesi sudamericani.

Il paradosso, denuncia Coldiretti, è tutto politico ed economico. Da un lato l'Unione europea impone agli agricoltori regole sempre più stringenti su ambiente, uso dei fitofarmaci, benessere animale e diritti del lavoro; dall'altro apre il mercato a prodotti realizzati in contesti dove quelle stesse norme «non vengono rispettate minimamente». Prandini ha puntato il dito anche sul tema ambientale, ricordando che mentre l'agricoltura europea ha ridotto le emissioni, nei Paesi del Mercosur queste sarebbero addirittura triplicate, con un vantaggio competitivo che si traduce in prezzi più bassi e, nei casi peggiori, in forme di sfruttamento della manodopera. La protesta non arriva solo dalle organizzazioni agricole nazionali, ma trova sponde anche a livello territoriale e istituzionale. Dal Parlamento regionale siciliano partirà una lettera formale indirizzata a tutti gli eurodeputati italiani per chiedere una revisione dell'accordo prima della ratifica. La presa di posizione è maturata al termine di un'audizione della commissione Attività produttive dell'Ars, che ha ascoltato i rappresentanti di Coldiretti, Cia e Confagricoltura sulle criticità dell'intesa.

Secondo i deputati regionali che hanno promosso l'iniziativa, senza modifiche sostanziali il Mercosur rischia di trasformarsi da possibile risposta ai dazi americani in «un'ulteriore beffa per l'agricoltura e la zootecnia di qualità», non solo in Sicilia ma in tutta Italia. Il timore è che i benefici dell'accordo finiscano per concentrarsi nelle mani delle grandi multinazionali dell'agroindustria, della meccanizzazione e dei fitofarmaci, lasciando ai margini le pmi agricole e gli allevatori, vero asse portante del Made in Italy agroalimentare. Coldiretti insiste su un punto chiave: senza garanzie vincolanti sulla reciprocità degli standard, il Mercosur rischia di minare la sostenibilità economica e produttiva delle imprese agricole europee. Per questo la manifestazione di Strasburgo vuole essere un segnale politico forte, rivolto a Bruxelles ma anche ai governi nazionali. L'Italia, in particolare, viene chiamata a una scelta chiara. Per il mondo agricolo non è più tempo di ambiguità: o si difendono davvero gli agricoltori oppure l'accordo con il Mercosur resterà l'ennesimo simbolo di un'Europa lontana dai territori.