La Renault Clio di sesta generazione è arrivata come arrivano certe notti d’estate: senza chiedere permesso, ma facendosi notare. Non è un semplice restyling, non è l’ennesimo aggiornamento cosmetico buono per tenere viva una sigla storica. Qui siamo davanti a un cambio di passo netto, quasi ideologico. La Clio cresce, affila lo sguardo e decide di non essere più soltanto l’utilitaria razionale che tutti conoscono, ma un oggetto di desiderio capace di parlare anche al cuore, oltre che al portafogli. Renault lo fa con un’arma antica e sempre efficace: il design. Perché la nuova Clio quando la vedi arrivare, intuisci subito che è qualcosa di diverso.
Crescono le dimensioni
La sesta generazione segna una maturità che passa anche dai numeri. La Clio allunga il passo fino a 4,12 metri (+7 cm rispetto al passato) e cresce in larghezza arrivando a 1,77 metri. Non sono dettagli da scheda tecnica: sono centimetri che cambiano la percezione dell’auto. Il cofano, allungato di 26 mm, diventa il fulcro visivo del nuovo linguaggio stilistico, con linee tese che convergono verso una calandra prominente, impreziosita da losanghe sfumate che giocano con la luce. La carreggiata anteriore si allarga di 39 mm e regala alla Clio una postura più piantata a terra, quasi felina.
La linea del tetto scende morbida, da coupé super compatta, mentre il lunotto posteriore fortemente inclinato e il bagagliaio pronunciato danno l’idea di un’auto sempre protesa in avanti, anche quando è ferma al semaforo. I cerchi da 18 pollici, disponibili a seconda degli allestimenti, completano una silhouette che non ha più nulla di timido. La nuova firma luminosa a losanga è il tratto distintivo: grandi luci diurne che incorniciano il frontale e danno alla Clio una riconoscibilità immediata, quasi notturna. I passaruota neri – opachi sulle versioni d’ingresso, lucidi su quelle più ricercate – aggiungono un tocco di sportività concreta, senza scivolare nella caricatura.
Renault Clio, come va dentro l’abitacolo
Se fuori la Clio sorprende, dentro convince. L’abitacolo racconta un salto generazionale netto, con una qualità percepita che guarda senza timori al segmento superiore. Il doppio display da 10,1 pollici (a seconda delle versioni) domina la scena, affiancato da un volante compatto, ispirato ad Austral e Rafale, che restituisce subito una sensazione di controllo e precisione.
L’ambient lighting è uno dei colpi meglio riusciti: 48 varianti di colore per modellare l’atmosfera dell’abitacolo secondo umore e stile di guida. La plancia, nella zona passeggero, può essere rivestita in tessuto retroilluminato o, nell’allestimento Esprit Alpine, in Alcantara, con finiture Spectral Titanium che richiamano il mondo delle competizioni. Dettagli, sì, ma capaci di raccontare una Clio che non vuole più essere “solo pratica”.
Ricavati degli spazi intelligenti
Lo spazio è stato sfruttato con intelligenza. Dietro si guadagna centimetro su centimetro: le ginocchia ringraziano, così come i piedi, che scorrono facilmente sotto la seduta. I sedili anteriori migliorano nel sostegno laterale grazie a un filo d’acciaio integrato nella struttura, un dettaglio invisibile ma fondamentale nella guida quotidiana.
La praticità resta una religione: più vani portaoggetti, consolle centrale con coperchio flessibile, due USB-C anteriori, ricarica wireless e una presa da 12 V posteriore, utile anche per accessori da viaggio. Il bagagliaio arriva fino a 391 litri e diventa più accessibile grazie a una soglia abbassata di 40 mm. In poche parole, la nuova Renault Clio non è più solo un’auto da città, ma è una compatta ambiziosa, moderna, pronta a scrivere il prossimo capitolo di una storia che, ancora una volta, è pronta a sorprenderci.