Ogni anno migliaia di studenti e famiglie si trovano davanti alla stessa domanda: quale università scegliere per avere maggiori possibilità di trovare lavoro? Una risposta valida per tutti non esiste, ma le più recenti rilevazioni di AlmaLaurea e le previsioni del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere consentono di individuare con buona precisione i percorsi che oggi offrono le prospettive occupazionali più interessanti.
La prima considerazione riguarda il contesto generale. Secondo le previsioni Excelsior, per il periodo 2024 - 2028 il sistema economico italiano avrà bisogno di quasi 4 milioni di nuovi lavoratori. Di questi, circa il 35% dovrà possedere una formazione universitaria, o comunque un titolo d’istruzione terziaria. Un dato che conferma come la laurea continui a rappresentare uno dei principali strumenti per aumentare le proprie opportunità professionali.
Economia al primo posto per domanda delle imprese
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non è l'Intelligenza artificiale a occupare il primo posto tra le lauree più richieste.
Secondo le stime Excelsior (pubblicate tra il 2025 e il 2026, e che fotografano l'andamento del mercato del lavoro e la richiesta di laureati da parte delle imprese italiane), l'area economico-statistica è quella che registra il maggiore fabbisogno occupazionale, con circa 193 mila inserimenti previsti. Seguono le lauree in ingegneria, per le quali le imprese stimano oltre 127 mila assunzioni, e i percorsi legati all'insegnamento e alla formazione, che superano quota 117 mila.
Numeri che raccontano una realtà spesso diversa da quella percepita. Se da un lato le nuove tecnologie stanno trasformando il mercato del lavoro, dall'altro le aziende continuano ad avere bisogno di figure capaci di gestire organizzazione, amministrazione, finanza, marketing, risorse umane e sviluppo commerciale.
Ingegneria resta un “evergreen”
Quando però si passa dalla domanda delle imprese ai risultati occupazionali effettivi, le lauree ingegneristiche continuano a occupare le prime posizioni.
Le rilevazioni AlmaLaurea mostrano che i laureati dell'area dell'ingegneria industriale e dell'informazione registrano alcuni dei migliori tassi di occupazione del panorama universitario italiano. Insieme a loro figurano tra i profili più richiesti anche i laureati dell'area medico-sanitaria, quelli dell'informatica e delle tecnologie Ict e gli studenti provenienti dai corsi di architettura e ingegneria civile.
La spiegazione è legata alle profonde trasformazioni in corso nell'economia. La transizione energetica, l'automazione industriale, la digitalizzazione delle imprese e lo sviluppo delle infrastrutture stanno generando una domanda crescente di competenze tecniche altamente specializzate, che il sistema formativo fatica ancora a soddisfare completamente.
L'Intelligenza artificiale spinge informatica e data science
Tra i percorsi che stanno vivendo la crescita più rapida figurano informatica, data science, statistica e matematica. Le imprese cercano sviluppatori software, esperti di cybersecurity, specialisti cloud, data analyst e professionisti capaci di integrare strumenti di Intelligenza artificiale nei processi aziendali. Accanto alle figure tradizionali stanno emergendo nuovi profili, come gli AI Engineer e gli specialisti nell'analisi avanzata dei dati.
In molti casi il problema è reperire sul mercato un numero sufficiente di professionisti qualificati. Il mismatch tra domanda e offerta continua infatti a rappresentare una delle principali criticità per le aziende che operano nel settore tecnologico.
A trainare la domanda non è soltanto l'Intelligenza artificiale. Le imprese sono sempre più interessate a figure capaci di accompagnare la transizione verde e digitale, combinando competenze tecnologiche, analitiche e gestionali.
Sanità, una richiesta costante
Altra area che continua a garantire ottime opportunità occupazionali è quella medico-sanitaria. L'invecchiamento della popolazione italiana, l'aumento della domanda di assistenza e la necessità di rafforzare il sistema sanitario mantengono elevata la richiesta di professionisti specializzati.
Non si cercano soltanto medici. Le opportunità riguardano anche infermieri, fisioterapisti, ostetriche, logopedisti, tecnici di radiologia e altre professioni sanitarie che continuano a registrare tassi di occupazione particolarmente elevati. Per molti di questi percorsi il passaggio dall'università al mondo del lavoro avviene in tempi molto rapidi, grazie a una domanda che rimane strutturalmente superiore all'offerta disponibile.
Non solo Stem: le opportunità delle lauree umanistiche
È probabilmente il tema che genera più discussioni tra studenti e famiglie.
I dati mostrano che i laureati dei gruppi letterario-umanistico, artistico e della comunicazione incontrano mediamente maggiori difficoltà rispetto ai colleghi delle discipline Stem (acronimo inglese di Science, Technology, Engineering and Mathematics) nel primo inserimento lavorativo. Tuttavia, questo non significa affatto che tali percorsi siano privi di sbocchi professionali.
Comunicazione digitale, marketing, editoria, formazione, gestione delle risorse umane, turismo culturale, valorizzazione del patrimonio artistico e produzione di contenuti rappresentano settori che continuano a offrire opportunità significative.
Paradossalmente, proprio la diffusione dell'Intelligenza artificiale sta aumentando il valore di alcune competenze tipicamente umanistiche. La capacità di scrivere, verificare informazioni, sintetizzare contenuti, comprendere contesti culturali complessi e gestire processi di comunicazione resta infatti fondamentale anche nell'era degli algoritmi.
In questi casi la differenza non la fa soltanto il titolo di studio, ma la capacità di integrare il percorso universitario con competenze digitali, conoscenza delle lingue straniere ed esperienze pratiche.
Dall'agroalimentare alla ricerca: gli altri settori da tenere d'occhio
Accanto ai percorsi più noti esistono anche altre aree che continuano a offrire prospettive interessanti. Le lauree in matematica, fisica e chimica sono sempre più apprezzate nei settori della ricerca, della finanza quantitativa, dell'analisi dei dati e dell'innovazione industriale.
Buone opportunità emergono inoltre per i laureati dell'area agraria, forestale e veterinaria, sostenuti dalla crescente attenzione verso sostenibilità, sicurezza alimentare e innovazione nel settore agroalimentare.
Come orientarsi nella scelta
Per scegliere consapevolmente, guardare alle classifiche nazionali o alle professioni del momento può non bastare. Vale la pena raccogliere informazioni sugli sbocchi occupazionali dei diversi percorsi di studio, tenendo conto sia delle opportunità offerte dal territorio in cui si intende lavorare, sia di indicatori concreti come tassi di occupazione, tempi di inserimento nel mondo del lavoro, retribuzioni e prospettive di carriera.
Un'analisi di questo tipo può aiutare a compiere una scelta più lucida e in linea con le proprie aspettative professionali.
La laurea “giusta” non sempre è quella più richiesta
Al di là delle differenze tra i vari corsi di studio, il dato più importante riguarda il valore stesso della laurea. Le più recenti indagini AlmaLaurea mostrano come i livelli occupazionali dei laureati italiani continuino a crescere, confermando il vantaggio competitivo di chi investe nella formazione universitaria.
Va però detto che, se le statistiche aiutano a capire quali siano oggi i settori più dinamici, non possono sostituire interessi, attitudini e motivazioni personali. Scegliere un percorso soltanto perché promette un alto tasso di occupazione può rivelarsi un errore, tanto quanto ignorare completamente le richieste del mercato.
La scelta migliore resta dunque quella che riesce a coniugare passioni, competenze e opportunità professionali. Perché la laurea più richiesta non sempre coincide con quella più adatta a costruire il proprio futuro, e dover recuperare del tempo perso per un errore di valutazione, può voler dire un inserimento nel mondo del lavoro meno veloce.