Buzzi, l'ombra di Mosca dopo il caso Rockwool

Scritto il 15/01/2026
da Matilde Sperlinga

Sequestrati alcuni impianti del gruppo danese

Mentre gli occhi del mondo sono puntati sull'Iran e sul Venezuela, l'ombra della Russia torna a pesare sui titoli industriali europei e ha travolto anche Piazza Affari. A innescare le vendite è stato il sequestro delle attività russe di Rockwool, deciso martedì dalle autorità di Mosca, che ha riacceso i timori degli investitori sulle aziende occidentali ancora esposte nel Paese. Tra queste c'è anche Buzzi, che martedì ha chiuso la seduta in forte calo (-7,1%), scontando un rischio geopolitico che il mercato pensava ormai in gran parte neutralizzato.

Il gruppo italiano del cemento è finito nel mirino degli operatori per la presenza in Russia attraverso Slk Cement, società che gestisce due impianti. Una presenza non marginale: nel 2024 le attività russe hanno contribuito per circa l'8% all'Ebitda (margine operativo lordo) del gruppo, con una capacità produttiva installata pari a 4,9 milioni di tonnellate annue. Dopo l'introduzione delle sanzioni europee nel maggio 2022, Buzzi ha però interrotto ogni coinvolgimento operativo diretto e sospeso qualsiasi iniziativa strategica, lasciando la gestione della controllata ai manager locali.

Il caso Rockwool ha tuttavia riacceso l'allarme. Il produttore danese di materiali isolanti in lana di roccia, che possiede quattro stabilimenti in Russia, ha visto le proprie attività sequestrate dalle autorità del Paese, con il titolo nella Borsa di Copenaghen in calo del 7,72%. L'azienda ha annunciato il deconsolidamento immediato delle controllate russe e una svalutazione prudenziale degli asset, un precedente che il mercato teme possa estendersi anche ad altri gruppi europei.

A pesare sull'affondo di Buzzi, però, non c'è solo il fronte russo. Gli investitori guardano anche agli Stati Uniti, dove il gruppo italiano concentra il suo maggior numero di cementifici (otto). I dati sull'inflazione americana, usciti più deboli delle attese, hanno alimentato l'incertezza sul ciclo economico: l'indice core dei prezzi si è attestato al 2,6%, contro una previsione del 2,7%. Un segnale che potrebbe influire sulle prospettive del mercato delle costruzioni, uno dei principali driver di crescita per Buzzi.

Ieri, in chiusura di giornata, entrambe le società sono tornate a crescere (Buzzi +1,9% e Rockwool +0,9%), non recuperando però tutte le perdite.