Snam ha chiesto la proroga dell'autorizzazione per la permanenza del rigassificatore Italis Lng nel porto di Piombino. Un'opera realizzata in tempi record (120 giorni per l'autorizzazione e l'installazione) nel bel mezzo della crisi del gas post-invasione dell'Ucraina. E che nel 2025 ha coperto l'8% della domanda nazionale. Eppure, nonostante i risultati e l'innegabile utilità dell'opera, tornano i veti incrociati di enti locali e Pd che sul tema cambiano idea da un anno all'altro. Basti pensare che a Ravenna (sede di un altro rigassificatore) il sindaco Pd Michele De Pascale (prima del suo attuale ruolo regionale), ha affrontato la questione del rigassificatore, con posizioni che si sono evolute, passando da un sostegno all'idea di Ravenna come hub energetico a dichiarazioni di estraneità o contrarietà a nuovi progetti.
Nel caso di Piombino, baluardo del fronte del no è questa volta Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana e, dal 2022, commissario straordinario per il rigassificatore: «Ribadisco che io sono contrario a una proroga. Chiedo un appuntamento al ministro Gilberto Pichetto Fratin - ha aggiunto Giani - per precisare con lui l'opinione contraria e verificare qual è fino in fondo l'opinione del governo».
Peccato che Giani e gli enti locali non abbiano nessun potere di veto in materia. Ogni decisione spetta al ministero dell'Ambiente che secondo indiscrezioni è persuaso a proseguire l'esperienza positiva a Piombino.
Nel 2025 il terminale di rigassificazione toscano ha accolto 43 carichi di Gnl, coprendo circa l'8% della domanda nazionale. Il tasso di utilizzo del terminale è stato pari al 90% nel 2024 e al 100% nel 2025, mentre nelle prime due settimane del 2026 sono già arrivati due carichi.
Numeri che non contano per i signori del no. «Non siamo disponibili ad alcun prolungamento della permanenza dell'impianto nel porto di Piombino», ha detto Emiliano Fossi, deputato e segretario Pd della Toscana. «Non possiamo nascondere la nostra contrarietà, soprattutto perché il rispetto dei tempi stabiliti era per noi un punto dirimente e un impegno che il territorio aveva accettato forzatamente, nella speranza che si trattasse di una soluzione straordinaria e limitata a tre anni» ha aggiunto Francesco Ferrari, sindaco di Piombino.
Un cambio era stato ipotizzato nel tempo. Si era proposto lo spostamento a Vado Ligure o in altre location nell'alto Tirreno, ma entrambe non sono adeguate o pronte. Qualunque altro porto, necessiterebbe poi di lavori molto più lunghi per l'adeguamento delle infrastrutture.
Secondo quanto emerso ieri, la richiesta di proroga di Snam è stata presentata alla fine del 2025 per arrivare burocraticamente preparati alla scadenza del luglio 2026.