Sembrano innocue bombolette spray, si acquistano, si consumano e si gettano via. Sono a base di protossido di azoto, un gas adatto a gonfiare i palloncini e che, in piccole quantità, è utile in cucina per montare la panna montata. È anche un anestetico a uso ospedaliero per interventi di breve durata. Da quando si è scoperto che ha effetti esilaranti e piacevoli è usato come droga: promette - e garantisce - lo «sballo» di risate. La vendono i bar, assieme allo Spritz o le discoteche per assicurarsi più pubblico. Non è dunque un prodotto proibito ed è di facile reperibilità. Il consumo prospera però per effetto dell'ignoranza: la sostanza non è affatto innocua, provoca una serie di effetti neurotossici che non si vedono immediatamente e che quando si manifestano sono scambiati con altre malattie. Il gas non lascia traccia nell'organismo, quindi, per un medico alle prese con l'anamnesi, è difficile risalire a un colpevole volatile. Nelle strade della movida, dopo le sere di festa, è facile trovare le bombole vuote e abbandonate. Da corso Como a piazzale Martini, da Paolo Sarpi a piazza Napoli ai Navigli. Aprendo i social ci si accorge che il fenomeno è decisamente esteso.
Ieri il consigliere comunale Alessandro Giungi (Pd) ha scritto sul proprio profilo Facebook di averne individuate ben 37 grazie alla raccolta dell'Amsa. «Stavo dando una mano agli Angeli del Bello a pulire via Paolo Sarpi e mi sono imbattuto in uno di questi contenitori. In quel momento stava passando un'unità Amsa che ho fermato per chiedere conferma che si trattasse di protossido di azoto. Mi è stato risposto di sì e che ne erano state raccolte 37 dalle sei del mattino. Questo gas usato impropriamente causa danni neurologici gravissimi. Abbiamo un enorme problema medico e sociale di cui si parla troppo poco». L'azienda Amsa, accortasi della frequenza crescente con cui vengono eliminate le bombolette, ha dichiarato di aver condotto «un monitoraggio sistematico dal gennaio 2025». Di trattare il gas come «rifiuto speciale» e perciò «di averne affidato la rimozione a una ditta terza: dal gennaio 2025 le uscite per questi interventi sono raddoppiate, ora siamo a 30 viaggi al mese, pari al ritiro di 150 bombolette ogni 30 giorni solo sul Comune di Milano». Il gas si inala dai palloncini riempiti, i contenitori possono essere sia le bombole raccolte dall'Amsa come rifiuti speciali sia le più pratiche fialette da 8 grammi, (questa quantità basta a riempire un palloncino) che si usano in cucina e poi si gettano nell'indifferenziato. Alcune chat dei genitori delle scuole medie raccontano quanto sia esteso il fenomeno ma anche la volontà di informare adeguatamente i figli. «I ragazzi fanno uso di questi palloncini come delle sigarette elettroniche, posso dire che entrambi stanno spopolando - scrive un genitore - L'Agenzia europea sulle droghe ha segnalato che l'uso ricreativo del protossido di azoto è aumentato soprattutto fra i giovani perché la sostanza è economica (la bomboletta da 8 grammi costa un euro), legale per uso alimentare e facile da reperire. La stessa fonte indica come principali rischi quelli neurologici, traumatici da caduta o svenimento».