AGI - Sono stati chiusi e arsi vivi nel minivan: nessun dubbio sulla dinamica di quanto accaduto nella stazione di servizio di Amendolara, nel Cosentino, dove ieri sono stati trovati quattro cadaveri carbonizzati. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli investigatori, mostrano l'orribile dinamica di quanto accaduto.
Dai frame si vedono due cittadini stranieri uscire velocemente dal minivan mentre dal cofano esce fumo. Uno cerca di tenere chiusa la portiera per non far uscire i connazionali mentre il complice presumibilmente afferra la pistola erogatrice per cospargere il mezzo di carburante. Quest'ultimo poi scappa per bloccare la portiera e dalle immagini si vede che dall'interno le vittime cercano di forzarla per uscire ma restano intrappolate.
Le immagini diffuse
Queste sono le immagini, riprese in circa 30 secondi di video, che stanno rimbalzando sui social. Da quanto è emerso, però, nel minivan c'erano sette pakistani: quattro sono morti, due sono quelli fermati e responsabili dell'omicidio plurimo e ci sarebbe poi un altro connazionale, che probabilmente è riuscito a scappare nonostante fosse ferito. Ma si tratta di indiscrezioni che non sono state ancora confermate dagli inquirenti.
Le indagini
Per domani è stata fissata una conferenza stampa nella sede della Questura di Cosenza tenuta dal procuratore capo di Castrovillari, Alessandro D'Alessio. La Procura ha emesso un fermo per omicidio pluriaggravato nei confronti di due cittadini di origine straniera.
Occhiuto, "disumani"
"Ci sono notizie che fanno vacillare la fiducia nell'umanità. Disumani". Lo scrive sui suoi canali social il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, postando il video che ritrae gli ultimi istanti di vita dei quattro braccianti bruciati vivi e uccisi ieri ad Amendolara.
Un superstite, "è stata la mafia pakistana"
"Abbiamo avuto paura di morire". Mohamed, bracciante agricolo afghano, mostra le bende delle ustioni alle telecamere della Tgr Calabria che, in esclusiva, lo ha intervistato. Il giovane bracciante agricolo è l'unico dei sopravvissuti alla mattanza di Amendolara, dove quattro cittadini stranieri sono stati uccisi nella stazione di servizio. Ai microfoni del giornalista Francesco Salvatore il bracciante ha mostrato le ferite in diverse parti del corpo. Il giovane vive a Villapiana in un'abitazione che condivideva con le vittime. Al cronista ha raccontato che a bruciarli vivi sono stati i loro caporali pakistani. Erano sfruttati e costretti a vivere in condizioni disumane: "Questa è la mafia pakistana", racconta. Il giovane lavora come stagionale impiegato nella raccolta delle fragole.
Basta guardare le immagini delle telecamere di videosorveglianza, acquisite dagli investigatori, per ricostruire la dinamica di quanto accaduto. Dai frame si vedono due cittadini stranieri uscire velocemente dal minivan, mentre dal cofano esce fumo. Uno cerca di tenere chiuso la portiera per non fare uscire i connazionali mentre l'altro complice presumibilmente prende le pompe di benzina per cospargere il mezzo di carburante. Fondamentali per le indagini sono state anche le dichiarazioni del superstite e altre testimonianze. Due cittadini pachistani sono stati fermati per la mattanza di Amendolara.